donna con in mano una tazza

Come si diventa Professional Organizer?

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Questa è la seconda cosa che mi viene chiesta quando mi presento e dico che lavoro faccio. E ovviamente è comprensibile, poiché è una di quelle professioni per le quali non esiste un corso di laurea o un percorso di studi specifico. Infatti una persona il più delle volte arriva a fare questo lavoro dopo aver già avuto delle esperienze professionali in campi affini, o anche totalmente diversi!

Inquadramento legislativo

La professione di Professional Organizer è regolamentata dalla legge 4/2013 che si occupa di quelle professioni non organizzate, che quindi non hanno un albo o un ordine, dando loro la possibilità di riunirsi in associazioni. In riferimento a questa legge è quindi nata APOI, l’Associazione Professional Organizers Italia. APOI in questo modo è inserita nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico tra quelle associazioni che rilasciano l’attestato di qualità (trovi qui l’elenco in questione). Significa che ogni professionista e socio usa il riferimento all’iscrizione all’associazione, e infatti, per esempio, trovi nel mio sito (ma anche nei miei biglietti da visita, nella mia carta intestata…) il logo di APOI con il mio codice socio, che nel mio caso è il 138. E lo stesso vale per tutti i P.O. iscritti ad APOI.

Iscriversi ad APOI non è obbligatorio per esercitare la professione, ma potrai ben immaginare che essere iscritti non solo è un vantaggio in termini di risonanza, ma soprattutto da maggior prestigio al professionista. Inoltre l’associazione fornisce anche formazione e supporto agli iscritti. Per me sarebbe stato irrinunciabile farne parte!

La formazione

Ma come si fa a formarsi per diventare P.O.? Anche in questo caso non ci sono degli obblighi precisi, perché le competenze organizzative spesso sono materia di studio in altri percorsi di altri professioni. Quindi è possibile che possa lavorare come P.O. anche chi lavora già in ambiti simili, pensa per esempio ai consulenti o formatori aziendali che si occupano di migliorare l’organizzazione in ambito aziendale e quindi lavorativo.

Chi però, come me, proviene da ambiti professionali molto diversi da quello dell’organizzazione, ha l’opportunità di frequentare dei corsi di formazione specifici, che forniscono quindi le conoscenze di base per la professione. Per APOI l’ente riconosciuto valido per la formazione dei P.O. è Organizzare Italia, che propone corsi base e di formazione più lunga, e in più diversi corsi di specializzazione. Ad essi posso accedere non solo coloro che vogliono intraprendere la professione di P.O., ma anche coloro che desiderano accrescere per interesse o esigenza personale le proprie abilità organizzative.

Io ho frequentato il Corso Base a gennaio 2018, e poi da ottobre a marzo 2019 ho frequentato il Corso di Formazione lungo. Inoltre subito dopo ho frequentato anche il Corso di Specializzazione base e di primo livello in disorganizzazione cronica e disturbo d’accumulo e il corso di specializzazione di primo livello “Organizzare la casa”. Qui trovi un articolo di Organizzare Italia in cui ho raccontato (anche in video!) la mia esperienza al corso di formazione.

La formazione però non si esaurisce con un corso, infatti ogni professionista non solo studia in modo permanente con libri e fonti da internet, ma se iscritto ad APOI ha l’obbligo di maturare dei crediti formativi tramite alcune lezioni on line che vengono erogate dall’associazione stessa durante l’anno (webinar).

Poi ciascun professionista può liberamente accrescere le proprie competenze formandosi e approfondendo le proprie conoscenze in tutti gli abiti che ritiene opportuni per la professione e anche per lo sviluppo del proprio progetto di business.

Non solo P.O. ma imprenditore di te stesso!

Quella del Professional Organizer è una professione che quindi colloca chi la esercita tra i liberi professionisti, e ci sono dei casi in cui quella di PO è una seconda professione che si affianca ad un’altra già in essere. Il futuro che si delinea è quello dello sviluppo sempre maggiore di questa figura come professionista autonomo.

Essendo quindi libero professionista il P.O., come tutti i freelance, per crescere e sviluppare la professione è tenuto a curare tutti gli aspetti della libera professione: ecco che quindi impariamo a creare contenuti per il web, gestiamo i nostri social, scriviamo blog, facciamo marketing on line e off line, teniamo la contabilità, facciamo amministrazione, facciamo networking e chi più ne ha più ne metta! Ovviamente per ciascuno di questi ambiti vi sono professionisti di riferimento, quindi non è obbligatorio fare tutto soli per fortuna!

Ma di certo questi ambiti vanno progettati e curati, e questo è un aspetto da non sottovalutare se si vuole intraprendere questo lavoro: si diventa il capo di una azienda. Dove l’azienda siamo noi stessi! E quindi le competenze vanno ampliate ed esercitate nel miglior modo possibile.

L’attitudine

Infine vorrei fare una riflessione meno tecnica… Certamente chi si avvicina a questa professione lo fa perché da sempre attratto dall’organizzazione, da sempre riconosciuto come una persona organizzata e precisa. E questo va bene.

Ma non basta, a mio avviso. La professione richiede sì molte competenze tecniche, che si possono anche apprendere, e sono sempre oggetto di studio, ma richiede anche una capacità di relazione importante. Al P.O. è richiesta una buona capacità di ascolto, di entrare in connessione con le persone. Il lavoro sarà tanto più efficace quanto sapremo entrare il relazione proficua con il cliente, che ha bisogno di sentirsi capito, non giudicato e supportato.

Trovo che questa professione per le sue caratteristiche sia davvero innovativa ed entusiasmante! Risponde ad un problema importante e serio delle persone, mettendo in campo capacità sia umane che tecniche preziose.

Io (se non si era capito!) sono davvero felice di aver intrapreso questa strada, anche se i timori e le difficoltà non mancano.. ma vince la voglia di realizzare qualcosa di utile per gli altri e importante per me!

Se vuoi saperne di più non esitare a scrivermi, io sono sempre tanto contenta di leggerti e risponderti! info@sarabettella.it

Puoi conoscere meglio me e il mio lavoro visitando il mio sito o seguendomi nei miei canali social Facebook o Instagram.

Se vuoi, io ci sono!

5 commenti su “Come si diventa Professional Organizer?”

  1. Buongiorno, sarei intetessata a fare qualche lezione o corso, ma vorrei capire i tempi, i costi e le modalità. Grazie e complimenti per il suo sito.
    Cordiali saluti.

    Daniela Orioli

    1. Buongiorno Daniela, le informazioni di questo tipo riguardo i corsi che ho frequentato io le può trovare nel sito di Organizzare Italia (www.organizzareitalia.com). Le consiglio anche di consultare bene il sito di APOI Associazione Professional Organizers Italia (www.apoi.it). Sui questi siti può trovare tante informazioni utili per intraprendere la professione. Grazie per i complimenti, e saluti!

      1. Salve Sara
        Ho letto con grande curiosità il suo articolo e sono molto interessata nel frequentare un corso di PO che mi possa dare una formazione professionale da svolgere in modo indipendente o in collaborazione con altre aziende. Ho visto che hai suggerito Organizzare Italia come corso formativo. Ho guardato la loro pagina web e mi è sembrato abbastanza serio e affidabile. Li contatterò per maggiori informazioni a riguardo. Saluti Carla

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Ciao! Mi chiamo Sara Bettella e sono una professional organizer, socia senior di APOI.
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