persona sepolta dalle scatole

Quello che avrei voluto sapere sul trasloco

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Adesso che l’ho passata, posso confermare che l’esperienza del trasloco è davvero una delle esperienze più stressanti della vita. Ma nel mio caso almeno, la parte più difficile non è stata tanto la preparazione degli scatoloni e il passaggio da una casa all’altra, quanto piuttosto tutta la parte prima: la ricerca, la definizione delle tempistiche, preliminari da firmare, mutuo da chiedere…
Una altalena emotiva che mi ha veramente logorato, per le preoccupazioni e i nervosismi che (nel mio caso) ha provocato.

Ora che sono finalmente nella mia casa nuova, che scrivo il mio blog dal mio studio pronto da un giorno, con ancora un buon 30/40% di scatole ancora da smaltire, ho pensato di raccontarti un po’ a mente fredda quali sono le cose che ho capito di questa esperienza (folle) del trasloco. Quindi ovviamente parlo di quello che ho vissuto io e di come è andata a me, quindi certamente non è universale, ma molto personale.

Di questo ho parlato anche nella mia recente newsletter, che mando una volta al mese, il giorno 30, ma ho pensato che fosse un argomento che poteva portare suggerimenti utili alla mia rubrica sul “Cambiare casa in Armonia” quindi pubblico questo contenuto anche qui sul blog.

Ecco quindi le cose che avrei voluto sapere sul trasloco (e che adesso so):

Ti sarebbe piaciuto fare decluttering

Per quanto tu ti convinca di voler approfittare del trasloco per fare un sano decluttering di tutte le cose che hai in casa, partirai bene, e all’inizio farei un gran bel lavoro… ma arriverai ad un punto, verso gli ultimi giorni, in cui inscatolerai tutto quasi senza guardare. Perché sarà talmente tanta la stanchezza che pur di non prendere altre decisioni, farai più scatole del necessario. Decidere cosa tenere e cosa no sarà una scelta troppo stancante, e non avrai più energia per farlo!

Questa non è la casa che ho comprato

Il giorno in cui farai il rogito ed entrerai finalmente in possesso delle tanto sospirate chiavi della casa nuova avrai certamente il desiderio di andare a rivederla il prima possibile, ora che è finalmente tua. Ecco cosa ho imparato io: la casa che vedi subito dopo il rogito non è la stessa casa che hai scelto di comprare. Nel senso che ti sembrerà molto diversa, anzi ti sembrerà molto peggio. Perché se durante le visite, anche più di una, l’hai vista arredata e abitata, e magari anche un po’ preparata per l’occasione, ora la vedi vuota, sporca (nel mio caso davvero tanto) e spoglia. Ci saranno buchi sui muri, la polvere e i segni dei mobili che sono stati portati via, fili elettrici penzolanti per i lampadari rimossi… 
E, benché fossi consapevole che non avevo comprato quella casa per gli arredi o per le tende, io sono rimasta davvero colpita dall’impressione negativa che ho avuto in quel momento. Diciamo pure traumatizzata.

Pulizie di fondo come non mai

Considera che gli ultimi giorni prima del giorno del trasloco vero e proprio non avrai molto tempo per finire di inscatolare, perché dovrai recarti diverse ore al giorno a pulire la nuova casa, in attesa di entrarci. Quindi fai i tuoi conti per terminare l’inscatolamento, almeno quello più impegnativo, con un po’ di anticipo.
Io ho sottovalutato il carico di lavoro da fare, perché mi dicevo: “Tanto la casa è vuota! Ho poche cose da pulire…” Invece poi anche in una casa vuota le cose da pulire sono tante: perché oltre ai bagni e alla cucina (mooolto a fondo) e i pavimenti, bisogna pulire tutti gli infissi interni ed esterni, i vetri, i battiscopa, gli interruttori, i termosifoni, il citofono, le porte e le maniglie, e tutti gli eventuali arredi che sono rimasti dal precedente proprietario. E non dimentichiamoci del garage.

Mobili che si fanno aspettare

A proposito di arredi, io non avevo idea che ci volesse così tanto per avere i mobili. E non parlo di decidere e scegliere, parlo del fatto che dal momento in cui li ordini possono passare anche due mesi prima che tu li riceva. Capisco un divano, ma un tavolo o un letto… Quindi se servono arredi importanti per la casa nuova, se puoi, muoviti per tempo ad ordinarli, altrimenti ti ritrovi come me a dormire con il materasso per terra per sei settimane.

Ditta traslochi my love

Per fare il vero e proprio trasloco io non mi sono neanche sognata di fare tutto in autonomia, benché non avessimo molti mobili impegnativi da spostare (nel mio caso cucina, bagni e camera da letto sono rimasti nella vecchia casa). Siano sempre benedetti quei bravissimi, velocissimi e forzutissimi uomini della ditta di traslochi.
Sono arrivati in casa vecchia alle 7.30 del mattino e come dei folletti muscolosi hanno cominciato a portare via le montagne di scatole che erano ammassate ovunque e a smontare librerie e mobili vari. Alle cinque del pomeriggio dello stesso giorno se ne andavano stanchi e sorridenti dalla casa nuova, lasciandoci lì con i mobili già rimontati e fissati alle pareti, e ancora le nostre amiche montagne di scatole.
Tanta stima e rispetto per chi noleggia furgoni e fa tutto da solo, io non ho avuto dubbi che non sarebbe stato il mio caso. Soldi spesi, ma ben spesi.

Rischio ansia dietro l’angolo

Dal momento in cui il trasloco è fatto potrebbe subentrare un certo senso di sopraffazione per tutte le cose che senti che da quel momento sarà necessario fare. Ogni volta che ti guardi in giro ti saltano in mente decine di cose che sono da fare: perché oltre a reperire i mobili e a cominciare ad aprire le scatole, sarà necessario comprare lo zerbino, mettere i nomi sui campanelli, compare le tende e i lampadari, aggiustare lo sciacquone del bagno, spostare la residenza, andare a comprare qualche mobiletto nuovo, e mille altre cose… Qui il rischio di affanno e ansia è davvero alto. Nella mia esperienza la soluzione efficace è fermarsi e scrivere. E grazie a delle liste pensate per bene si possono distinguere le priorità. Con me ha funzionato e l’affanno è stato evitato. A questo riguardo ho scritto un post anche su Facebook e Instagram con la tecnica da usare per fare liste utili e trovare le priorità.

Supereroi nella rubrica

E proprio perché una volta che sarai nella nuova casa ci saranno tanti lavori da fare, più o meno grandi, e che non è detto che sia possibile fare tutto in autonomia, molto preziosi in questa fase saranno tutti i contatti che puoi avere da persone di fiducia per i vari professionisti di cui avrai bisogno: idraulico, elettricista, fabbro… Un po’ come dei supereroi nella rubrica del telefono che chiami e vengono a risolverti il problema che non avresti saputo come affrontare. Anche qui una lista ti salverà: scrivi per ciascun professionista quali sono le cose che gli chiederai di fare. Ma poi certi dubbi non ti lasceranno: ma la cappa della cucina chi la sistema? Il falegname? E le tende chi le monta? Il fabbro? Ancora non so rispondere…

New best friend

Nei primi giorni in casa nuova ti farai un nuovo migliore amico. Se fino al giorno prima avevi una devozione per il tendi-nastro, da un giorno all’altro lo tradirai con un nuovo amore: il taglierino. Consigli: che sia solido e resistente, e che venga stabilito qual è il suo posto. Meglio ancora possederne più di uno e che ognuno in casa abbia il suo.

La tua casa non sarà subito tua

A mano a mano che ti insedierai nella nuova casa e che ti approprierai dei tuoi nuovi spazi, sarà strano vedere le tue cose in un contesto completamente diverso. Il tuo spazzolino e il tuo deodorante sono sempre gli stessi, ma ora li metti in posti diversi, in mobiletti diversi, facendo movimenti diversi. La sensazione è un po’ come quella che hai quando vai in vacanza e sei in una casa di villeggiatura. Il bagno non è il tuo, la cucina non è la tua.. ma ci metti le tue cose. Solitamente in vacanza ti dici: “Vabbè, non è il massimo, comunque mi adatto, tanto tra un po’ di giorni torno a casa mia”.
Qui non è così, e potresti provare un certo smarrimento nel sentire che gli spazi non ti appartengono, ma dovrebbero. Perché ormai quella è casa tua, non ce n’è un’altra a cui tornare. Ecco, datti tempo. Se gli spazi e la loro fruibilità non sono ancora perfetti, è normale. Da una parte puoi migliorare gli spazi facendo qualche modifica strutturale, se puoi, dall’altra puoi cercare di organizzarli in modo nuovo, ma comunque soddisfacente, e infine, ci vorrà un po’ di tempo perché tu ti senta di nuovo a tuo agio.
Per esempio: sono stata diversi giorni senza un posto dove poter mettere l’accappatoio. Quindi l’ho tenuto qualche giorno tra il bagno e la camera da letto, appoggiandolo dove capitava. Per quanto piccolo, era pur sempre un disagio. Dal momento in cui ho comprato il gancio con la ventosa (della Compactor) per appenderlo in bagno è stata tutta un’altra vita!

La voglia che ti prende

In questa fase di creazione di una nuova vita nella nuova casa, nelle nuove stanze, potrebbe impossessarsi di te una irrefrenabile voglia di comprare tutto nuovo. Lenzuola nuove, asciugamani nuovi, tovaglie e canovacci nuovi, piatti e bicchieri nuovi… Certo, questa può essere un’occasione per rinnovare qualcosa di vecchio e magari logoro, ma occhio alla smania di novità che potrebbe prendere un po’ la mano!… Si tratta solo di imparare a vedere le cose con occhi nuovi, non è necessario cambiare tutto!

Un dettaglio che scalda il cuore e riempie la pancia

Infine c’è una cosa che la prima sera nella nuova casa, con addosso la stanchezza del trasloco (anche se le scatole non le hai portate tu) e l’emozione della prima notte in casa nuova, potrebbe darti una gioia inaspettata e piena: avere il volantino della pizzeria ad asporto più vicina. Ecco, noi non lo abbiamo trovato in casa nuova (figurarsi…) Ma lo abbiamo lasciato ai nuovi proprietari della casa che abbiamo venduto. Lo hanno apprezzato molto!

Ecco il mio lascito in tema di trasloco! L’ho scritto pensando a chi lo sta per fare, sperando di dare qualche punto di vista utile. Ma anche per sentire un po’ di solidarietà con chi c’è già passato e magari si ritrova nelle cose che dico.

Ora, lo so che il pensiero che potrebbe avere qualcuno è: “ma proprio tu che sei professionista dell’organizzazione, dovresti aver avuto meno problemi di tutti…” e certamente il mio quadernino del trasloco è stato per me salvifico, e certamente la mia propensione naturale a scrivere tutto e a creare le liste che mi servono ha fatto la differenza. Ma si sa, ci sono delle cose che dipendono da noi e che quindi possiamo controllare, ma anche delle cose che non dipendono da noi e quindi dobbiamo prendere per come sono. Controllando solo il modo in cui le viviamo.

Io ammetto che sono stata più ansiosa e preoccupata di quello che avrei voluto, ma non a caso sono sposata con l’uomo più centrato che conosca, che quindi mi ha aiutato a non sbarellare troppo!
Essere organizzata ha certamente aiutato per tutta la parte pratica e operativa, mentre per le emozioni che mi hanno travolto ho avuto ( e ho ancora) un altro lavoro da fare.

Ora, da circa due settimane, ci stiamo dedicando all’allestimento dei nuovi ambienti della casa, quindi ti invito a seguirmi su Instagram per vedere i vari aggiornamenti. Il mio profilo si chiama “Sara – Organizzare in Armonia“. Ci vediamo lì!

E se stai per traslocare e non sai da che parte cominciare io posso darti il mio aiuto! Esperienza + Competenze mi fanno dire: trasloco non ti temo! Scrivimi a @info@sarabettella.it.

2 commenti su “Quello che avrei voluto sapere sul trasloco”

  1. Anch’io avevo sottovalutato il trasloco, anche per me è stata una delle esperienze più traumatiche ed è esplosa quando ero già in casa nuova da qualche settimana. Ci è voluto almeno un anno perché questa casa diventasse la nostra. Nonostante provenissi da un affitto in 45mq in 2, piangevo perché volevo tornare a casa mia! Rivolevo pure i miei vicini (e preciso che ci siamo spostati di 300 mt!!!). Il mio consiglio è di darsi tempo, ma tanto! Non ascoltare gli altri perché ognuno ha la sua storia. Infine noi abbiamo avuto la fortuna di aver le suocere che ci hanno dato una mano FONDAMENTALE con le pulizie. In mancanza, molto probabilmente mi sarei rivolta ad un’impresa specializzata.
    A distanza di 2 anni mancano ancora dei lampadari, molti mobili e altre cose, ma sono molto felice di dove stiamo e ogni giorno non vedo l’ora di tornare a casa nostra, che per me adesso è perfetta!

    1. Che bella testimonianza, grazie! Sì, penso anche io che ognuno abbia la sua storia e che occorra darsi tempo. Ma alla fine sentirsi bene nella propria casa è una bellissima soddisfazione che, credo, ci meritiamo! Un abbraccio!

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Ciao! Mi chiamo Sara Bettella e sono una professional organizer, socia senior di APOI.
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